Tamara Cinti

Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa”, scrisse il saggista Peter Drucker. Per quanto mi riguarda non sono solo le decisioni coraggiose quelle che mi hanno portato dove sono oggi, cioè la titolare di un salone di acconciature di successo che porta il mio nome, Tamara Cinti, ma anche tante situazioni difficili e che ho dovuto affrontare con coraggio.

Oggi Tamara Cinti è una donna, una mamma, una moglie e un’imprenditrice, in rigoroso ordine sparso. Una donna che ha lottato e combattuto e che ora, finalmente, può guardare al futuro con serenità, pur senza avere alcuna intenzione di rallentare.

Da dove è iniziato il mio percorso

Tutto comincia quando ero una bambina che passava ore ed ore a osservare le forbici di suo padre nel salone di famiglia.

Non potrò mai dimenticare quell’odore di canfora e menta: sono cresciuta annusando l’odore del sapone da barba che mio padre usava ogni giorno sui suoi clienti.

Il mio senso del dovere, che mi porta ancora oggi a dover portare a termine ogni cosa nel migliore dei modi, mi ha contraddistinto fin da bambina. Ecco perché ho iniziato a fare “pratica” quando ancora avrei dovuto pensare solo a giocare e a divertirmi. Non potevo sopportare di restare ad aspettare mentre mio padre serviva i suoi clienti: mi davo da fare riordinando i giornali e spazzando i capelli da terra, con l’ausilio di una scopa che era molto più alta di me!

Crescendo la mia passione anziché attenuarsi continuava ad alimentarsi e la mia smania di imitare la professione, o meglio ancora la vocazione, appartenuta a mio padre, mi ha portato a fare pratica pur senza aver appreso nessuna tecnica. Mi esercitavo con costanza pettinando le mie amiche.
Mia sorella faceva la parrucchiera e io, anziché stare a casa a guardare la tv, la accompagnano in salone. Per me il salone ha sempre significato “casa”. Cercavo di rendermi utile e mi venivano assegnati i primi compiti, che svolgevo con senso del dovere.

Tutto cambiò quando, alla fine di quell’estate, ricevetti anche una mancia. Dei soldi per svolgere il lavoro che amavo da sempre! Mi sembrava così fantastico da farmi comprendere di essere pronta per il mondo del lavoro.

Studiare? Sì, ci ho provato. Ma la noia mi rendeva impossibile il proseguo degli studi. La mia vocazione era quella di lavorare in quel mondo magico, il mondo dei parrucchieri, ed ero pronta a qualunque cosa pur di entrarci da protagonista.

Le mie idee erano chiare: non si diventa una numero 1 iniziando a lavorare dal primo che capita: volevo lavorare nel salone più in vista della zona, e, dopo qualche settimana di competizione con un’altra candidata per lo stesso posto di lavoro, ebbi la notizia: la prescelta ero io! Finalmente, avrei potuto lavorare in uno staff esclusivo e preparato.

Non fu affatto semplice, però. Dovevo lavorare molto ma non solo. Dovevo esercitarmi e studiare anche fuori dall’orario di lavoro. Non si può diventare un hair stylist di successo limitandosi a lavorare qualche ora al giorno. Bisogna fare di più. Non bastavano le 10 ore al giorno in salone: spesso mi portavo a casa la testina di prova per riportarla l’indomani eseguita, alternando i vari servizi, dal colore ai colpi di sole, dalla permanente alla piega.

La mia vita, in quel periodo, era così dura che dovetti abbandonare lo sport che amavo: la pallamano. Purtroppo la vita è fatta anche di scelte dolorose.

Ma non finisce qui. Ogni domenica e lunedì, quando cioè il salone era chiuso per riposo, io partecipavo a corsi di formazione e a pedane tenute dalla mia titolare, la quale, a turno, coinvolgeva i suoi collaboratori rendendoli partecipi dello show di cui era protagonista.

A me salire sul palco esaltava parecchio, nonostante fossi la più giovane di tutti!

Inoltre, partecipai a svariati casting e servizi fotografici e vivere questi momenti di spettacolo dal backstage ha rappresentato un’esperienza unica, così come il concorso di acconciature al quale partecipai in quel periodo.

Un’ulteriore grande occasione mi venne concessa quando diventai aiuto tecnico durante i corsi aziendali di settore. Ero l’esecutrice dei servizi tecnici dietro le quinte dei corsi. Lì per lì poteva sembrare un’esperienza di poco conto ma in seguito questa opportunità si rivelò fondamentale per il mio percorso professionale.

Tutto, quindi, sembrava procedere per il meglio, ma io non sono mai stata una persona che si accontenta e dopo i primi anni di gavetta mi sentivo poco realizzata.

Così, accettai di lavorare in un salone più piccolo ma molto in voga in quel periodo.
Nel frattempo, tanto per non restare troppo con le mani in mano, mi iscrissi all’accademia d’arte, i cui corsi si tenevano di sera per ben 3 volte a settimana, a Ferrara.

Quindi dopo il lavoro partivo, con una collega, e percorrevamo 45 km per partecipare ai corsi. Dopo l’accademia di Ferrara mi iscrissi ad un’accademia di Modena per un altro anno e conseguii le specializzazioni in tutti i rami del settore parrucchieri.

I tempi erano ormai maturi perché aprissi, finalmente, il mio salone!

Avevo già in mente il nome: Tammy Style, e non passava istante senza che mi immaginassi la vetrina, l’insegna, il lavoro quotidiano svolto con la passione di sempre ma nel MIO salone.

Ma le cose presero un’altra piega… quello non era il mio momento. Il destino, infatti, aveva altri programmi per me: terminò una grande storia d’amore e così la mie abitudini cambiarono un po’. Presi, infatti, ad uscire tutte le sere e, in una di queste, ebbi un grave incidente automobilistico che mi costrinse in ospedale per oltre 4 mesi. Al mio ritorno a casa mi resi conto di dover interpretare i segnali che il destino mi aveva lanciato e decisi che quel salone, in quel momento della mia vita, non avrei dovuto aprirlo.

Nonostante la botta, non mi persi d’animo: guai a fermarsi!

Così, fatte le valige, trovai lavoro a Milano Marittima… per una ragazza di 21 anni era come poter vivere nel paese dei balocchi!
Non solo il tipo di vita, ma anche la mia posizione professionale e la relativa gratificazione economica resero quell’esperienza esaltante. Avevo responsabilità, potevo seguire autonomamente i vari servizi, finalmente senza sentire il fiato sul collo di supervisori. Diedi tutta me stessa senza risparmiarmi!

Al termine di quell’estate, venni segnalata come figura adatta a ricoprire il ruolo di responsabile presso un salone di acconciature di Ravenna. Dopo un primo test, il lavoro fu mio!

Anche in questo caso, lavorai con molto impegno, gratificata anche dalle dimensioni di quel salone e dagli ampi margini di manovra che mi erano stati riconosciuti.

La mia carriera professionale era in ascesa, eppure non volevo fermarmi. In questo lavoro il confine tra essere una brava parrucchiera e diventare un hair stylist di successo è profondo e passa per la continua formazione. Formazione costosa, sia in termini economici che di impegno. Così, eccomi a frequentare accademie di prestigio a Milano e a Londra.

Non mi bastava essere “brava”, volevo essere la migliore.

L’apertura del salone

La mia realizzazione professionale non sarebbe stata completa se non fossi diventata la titolare di un salone di successo. Così, un giorno decisi che fosse giunto il momento e rilevai un salone già esistente, di cui però cambiai il nome, utilizzando il mio: Tamara Cinti Parrucchieri. Dovevo, infatti, far sapere a tutte le persone che apprezzavano le mie qualità tecniche che ora lavoravo nel MIO salone!

La clientela cresceva e il passaggio successivo, cioè quello di assumere personale, fu inevitabile.

La perdita della mia adorata mamma fu uno di quegli eventi drammatici che mi fece piombare nello sconforto più totale. Non contava più il successo, non contava più la realizzazione professionale: niente sarebbe stato più come prima. E siccome le disgrazie non vengono mai sole, nel giro di pochi mesi persi anche tre zii.

Il lavoro non era più sufficiente ad appagarmi e a farmi riprendere da quel periodo nero. L’occasione per riscattarmi mi venne data da un manager di una multinazionale della cosmetica: mi propose infatti un lavoro come tecnico specializzato freelance.

La mia vita divenne ancora più intensa: durante la settimana gestivo il mio salone mentre la domenica e il lunedì lavoravo come formatrice per questa azienda. Inoltre, il mercoledì lo dedicavo alla consulenza per altri saloni. Il tempo passava in fretta e il  lavoro mi gratificava, aiutandomi a superare quel momento così drammatico. Insegnare, inoltre, mi piaceva molto, anche perché vedevo in molti ragazzi la me stessa di qualche tempo prima.

Ma il lavoro non è tutto nella vita di una persona e di una donna in particolare. Ad un certo punto, incontrai un amore dal passato… anzi, “quell’amore” dal passato e, ciascuno con i propri drammi con cui convivere e fare i conti, decidemmo di costruire una famiglia assieme.

Il progetto di questa famiglia, della mia famiglia, divenne prioritario su tutto. Anche perché proprio in quel periodo, scoprii che un figlio era già in arrivo!

Dovetti prendere alcune decisioni coraggiose e sofferte, a cominciare dalla vendita dell’appartamento che avevo comprato poco tempo prima. E mi trasferii, tornando nuovamente a vivere in provincia di Ferrara. E il mio salone venne chiuso.

Inizialmente mi occupai solo dei bambini, ma appena furono in età da asilo e da nido, decisi di riprendere a lavorare.

Ma casa, famiglia e bambini occupavano la maggior parte delle energie e il mio lavoro, inizialmente, si limitò al fine settimana. Successivamente, presi a lavorare anche al mattino.

Dopo poco tempo riemerse la mia ambizione, la mia voglia di tornare a lavorare nel MIO salone. Però i bambini, che nel frattempo diventavano sempre più grandi, continuavano ad aver bisogno di me. La mia vita era quella di lavorare al mattino e preparare pranzi e merende per i bambini e i loro amici… fino a quando, mi si presentò un’occasione imperdibile, che dovetti cogliere al volo.

Mi venne proposto di rilevare il salone in cui lavoravo al mattino e nel fine settimana e per me, questa, rappresentava una scelta ideale. Avevo clienti affezionate e che credevano in me e, in più, avrei potuto apportare al salone quei cambiamenti che ritenevo indispensabili per rendere quel salone il MIO salone.

Così, accettai la proposta e nacque, per la seconda volta, il salone TAMARA CINTI PARRUCCHIERI. Il ragionamento fu lo stesso di tanti anni prima: le clienti conoscevano il mio nome, la mia professionalità, le mie doti tecniche. Così, dovevano sapere che ero proprio io la nuova titolare del salone. Ecco perché il nome del salone fu, nuovamente, il mio.

Nel corso degli anni ho capito che il mio lavoro non è solo quello di tagliare i capelli e colorarli secondo le richieste dei clienti. Ecco perché ho lavorato in modo da creare delle SOLUZIONI UNICHE PER CAPELLI SANI PER SEMPRE.

Da sempre, infatti, ho posato la mia attenzione sulla scelta di prodotti all’avanguardia che avessero come obiettivo quello della ricostruzione dei capelli.
La mia esperienza mi ha insegnato che lavorare sulla struttura del capello, anche durante la colorazione, utilizzando un ricostruttore molecolare, porti benefici davvero unici per il cliente.

Nel mio salone utilizzo prodotti biologici e ricostruzioni a base di collagene marino e acido ialuronico.
Ho ideato quindi un sistema rivoluzionario per la bellezza dei capelli utilizzando trattamenti personalizzati. Si tratta di un metodo che mi distingue in modo rilevante da chi si limita a ricostruire il capello rovinato.

La mia procedura unica consente di colorare e ricostruire i capelli in un unico gesto.

I vantaggi finali per il cliente sono che:
1. qualunque servizio e trattamento viene meglio, ha benefici che vengono amplificati;
2. che gli effetti di ogni servizio svolto in salone durino più a lungo.

Se un tempo proponevo questa procedura di ricostruzione come facoltativa, ora essa è parte integrante di ogni servizio di colorazione e decolorazione.
Posso infatti dire che mantengo la promessa del mio salone, quella di creare soluzioni uniche per capelli sani per sempre, grazie al metodo che ho messo a punto.

La mia missione è quella di garantire questa promessa, con standard qualitativi all’altezza della mia professionalità.

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TAMARA CINTI
PARRUCCHIERI

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E-mail ✉ »» tamaracintiparrucchieri@gmail.com
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